La scienza dei materiali è pronta a stupire il mondo con nuove fantastiche invenzioni. Celle fotovoltaiche fabbricate con proteine ricavate da frutta e verdura, schiume metalliche leggere come piume, materiali bioattivi, compositi con funzionalità avanzate e materiali da costruzione ultraleggeri promettono di rivoluzionare i prodotti di domani.
Silicio, compositi, titanio e vetro tattile. Questi e molti altri materiali innovativi hanno permesso di realizzare i prodotti più evoluti attualmente in circolazione, dagli aeroplani in materiale composito ai telefoni cellulari che sembrano computer. Vorrei però fare un passo indietro prendendo spunto dai materiali cellulari. Sono stati studiati sin dal 1660 quando Robert Hooke esaminò al microscopio una sezione sottile di sughero e impiegò per primo il termine di cella per descriverne la sua struttura.
Molti materiali naturali, oltre al sughero, possiedono tale struttura cellulare costituita da celle interconnesse tra loro tramite ponti di lunghezza predefinita; si parla allora di schiume interamente aperte ed eventualmente tramite alcune sottili pareti di schiume semiaperte: il legno, le spugne e l’osso trabecolare sono considerati tali. Attualmente sono reperibili sul mercato schiume sintetiche polimeriche, metalliche, ceramiche e in vetro. Le schiume di alluminio, ad esempio, sono una tipologia di trattamento di materiale metallico che ha del miracoloso, ma fino a pochi anni fa destinate a usi specialistici.
Queste schiume solide sono infatti una componente fondamentale dei rivestimenti delle sofisticate apparecchiature realizzate dall’industria aeronautica militare e aerospaziale e un materiale di grande utilità per l’ingegneria civile. Recentemente, l’industria del design e della ricerca sui materiali hanno invece individuato nella bellezza e nell’originalità delle rifiniture da esse ricavabili una soluzione estetica di altissimo pregio. Senza perdere tempo, le imprese più dinamiche hanno già bruciato le tappe, realizzando prototipi e offrendo diverse realizzazioni. Saranno le schiume metalliche, i materiali avanzati che l’industria globale stava aspettando?
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