Da lungo tempo è noto che il nichel è un elemento che, quando viene in contatto con la pelle, può causare reazioni allergiche, che vanno da una leggera irritazione a forme gravi di eczema. Ciononostante non sono stati posti limiti al suo uso in gioielleria. Solo poche nazioni europee (Danimarca, Germania e Svezia) hanno creato alcune leggi ad hoc per controllare il fenomeno.
Negli ultimi venti anni, tuttavia, tra i consumatori è aumentata l’incidenza della sensibilizzazione, poiché è diventata di gran moda la foratura non solo delle orecchie ma anche di altre parti del corpo. Il nichel è spesso usato sia nella gioielleria, sia in bigiotteria per indurire le leghe auree, con concentrazioni che vanno dall’1 al 15%; esso può altresì trovare un impiego negli orologi, sotto forma di elemento costitutivo l’acciaio inossidabile.
Ma se il nichel manifesta al portatore sintomi allergici, quale sarà il futuro di questo metallo nei settori noti? Una riflessione importante può essere fatta nelle nuove frontiere della creatività: gioielli, moda e design, testimoniano sempre più questo profondo aspetto. Così, nuove personalità di eco-designer, trovano ampi consensi nel mondo eco. Uno fra i settori in evoluzione rispetto a questo profondo tema, è sicuramente il settore del gioiello. Anelli, orecchini, collane, bracciali e spille trascendono la loro preziosa essenza in materiali non convenzionali e assolutamente ecologici. Così, elementi del mondo naturale, si elevano diventando oggetti di ornamento.
Collane create esclusivamente utilizzando rami e foglie di varia specie oppure bracciali viventi realizzati con l’ausilio di terriccio e piccole piante. Se questi sono i nuovi trend del design nel settore della gioielleria che fine faranno i trattamenti di doratura, argentatura e più in generale la galvanica preziosa? Forse, tutto ciò, nasce per un intenso desiderio di risparmiare il nostro pianeta da un collassato destino di consumismo, oppure per un bisogno interiore di fresca innovazione e di evoluzione etica, assistendo ad una morbosa necessita di ricongiungersi con la nostra adorata madre terra. Chi pensa che lo scenario futuro si manifesterà solo grazie all’energia, alle tecnologie e ai nuovi materiali, beh forse si sbaglia.
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